dati e analisi | caccia
Caccia: abbattimenti e popolazioni
Quasi 2,9 milioni di uccelli dichiarati abbattuti dal 1997 al 2024, le serie dei galliformi alpini, i censimenti di cervo, capriolo e camoscio dal 1971 e i piani di prelievo degli ultimi anni.
Perché questi dati sono qui
Per legge la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato, tutelata nell’interesse di tutti; la caccia è un’eccezione, un prelievo concesso entro limiti precisi. Verificare che quei limiti siano rispettati richiede dati, e in Trentino i dati sulla caccia sono in gran parte prodotti dagli stessi cacciatori, che svolgono i censimenti, dichiarano i capi abbattuti e li validano. Dal 2019 gli abbattimenti non vengono più pubblicati in modo sistematico e molte serie le abbiamo ottenute solo con l’accesso agli atti.
Li raccogliamo e li mettiamo a disposizione per tre ragioni:
- Studio. Capire come cambiano nel tempo le popolazioni e il prelievo, specie per specie, con serie lunghe e confrontabili.
- Controllo. Permettere a chiunque di verificare se la caccia mantiene ciò che promette: piani realizzati, popolazioni gestite, specie in declino risparmiate.
- Opposizione. Sostenere con i numeri le nostre osservazioni ai calendari venatori e ai piani di prelievo, le richieste alle amministrazioni e, quando serve, i ricorsi contro le scelte che mettono a rischio specie e habitat.
Gli uccelli
- Fra il 1997 e il 2024 in Trentino sono stati dichiarati abbattuti 2.878.705 uccelli.
- Tre specie fanno i tre quarti del totale: merlo, tordo bottaccio e cesena (i numeri per specie sono del 1997-2021).
- Il massimo è del 2004, con 173.358 capi; negli ultimi cinque anni della serie (2020-2024) la media è di circa 66.000 l’anno, contro i 122.000 dei primi cinque. Il 2024, con 48.318 capi, è l’anno più basso.
- L’allodola, specie in forte declino in tutta Europa, è passata da 1.278 capi nel 2007 a 10 nel 2024. Moretta e moriglione sono sospesi dal 2020-2021, la tortora dal 2023.
Fonte: Provincia autonoma di Trento, Servizio Faunistico: accesso agli atti del WWF (2023) per il 1997-2021, accesso agli atti della LIPU Trentino per il 2022-2024. Elaborazione WWF Trentino Alto Adige.
Fonte: Provincia autonoma di Trento, Servizio Faunistico (accesso agli atti del WWF, 2023): capi dichiarati abbattuti per riserva di caccia. Elaborazione WWF Trentino Alto Adige.
I galliformi alpini
Pernice bianca, coturnice e fagiano di monte sono specie simbolo delle Alpi, legate ad ambienti che il cambiamento climatico sta restringendo. Gli abbattimenti dichiarati sono scesi molto: per il fagiano di monte da una media di 675 capi l’anno a fine anni Ottanta a 275 negli ultimi cinque anni della serie; per la coturnice da 275 a 16. La serie della pernice bianca che ci è stata fornita si ferma al 2009.
Fonte: Provincia autonoma di Trento, Servizio Faunistico (accesso agli atti del WWF, 2023): capi dichiarati abbattuti per riserva di caccia. Elaborazione WWF Trentino Alto Adige.
Cervo, capriolo e camoscio
- Il cervo è passato da circa 250 capi nel 1971 a oltre 15.000 nel 2023; la stima del 2025 è di 12.400. Il camoscio da 5.500 a circa 30.000, il capriolo da 14.500 a circa 32.000.
- I piani di prelievo, decisi sulla base dei censimenti, non vengono mai realizzati per intero: dal 2017 al 2025 i cacciatori hanno abbattuto fra il 78 e il 90% dei cervi assegnati e fra il 61 e il 68% dei caprioli. Nel 2025 sono stati abbattuti 3.440 cervi, 3.598 caprioli e 2.930 camosci.
- Il muflone, specie non originaria delle Alpi immessa a scopo venatorio, è sceso da circa 1.500 capi nel 2018 a 390 nel 2025.
Fonti: Provincia autonoma di Trento, Servizio Foreste e Fauna (riepiloghi annuali e piani di prelievo); Associazione Cacciatori Trentini; ISPRA, Banca dati ungulati. Elaborazione WWF Trentino Alto Adige.
Fonti: Provincia autonoma di Trento, Servizio Foreste e Fauna (riepiloghi annuali e piani di prelievo); Associazione Cacciatori Trentini; ISPRA, Banca dati ungulati. Elaborazione WWF Trentino Alto Adige.
Il cinghiale
Il cinghiale non ha un piano di prelievo: gli abbattimenti sono interventi di controllo. Per tutti gli anni Novanta sono stati una ventina l’anno; sono saliti oltre i 200 dal 2013 e hanno toccato il massimo nel 2020-2021, con circa mille capi, per poi scendere a 242 nel 2025.
Fonti: Associazione Cacciatori Trentini; Provincia autonoma di Trento; stampa locale per gli anni recenti. Elaborazione WWF Trentino Alto Adige.
Chi caccia e dove
- A fine 2025 i soci dell’Associazione Cacciatori Trentini erano 5.778 (5.987 i cacciatori praticanti), con un’età media di 55 anni; a metà degli anni Novanta erano oltre 7.400. Il territorio è diviso in 209 riserve comunali di caccia.
- Gli appostamenti fissi (i capanni per gli ungulati e per la migratoria) si costruiscono con una semplice comunicazione al comune e nessuno li conta. Nel 2018-2019 WWF, LIPU, LAV e PAN-EPPAA li hanno chiesti ai comuni: dalle risposte, circa un terzo dei comuni, ne risultano 2.824 (1.609 per gli ungulati, 1.215 per la migratoria).
Come leggere questi numeri
Gli abbattimenti sono capi dichiarati dai cacciatori: dipendono dal numero di cacciatori, dai calendari e dai piani di prelievo, oltre che dall’abbondanza delle specie, e un loro calo non dice da solo come sta una popolazione. Le consistenze degli ungulati sono stime dei censimenti, svolti in gran parte dagli stessi cacciatori; fra un anno e l’altro possono cambiare anche i metodi. Gli uccelli fino al 2021 vengono dal nostro accesso agli atti, il 2022-2024 da quello della LIPU Trentino; ungulati e cinghiale dai riepiloghi della Provincia, dai bilanci dell’Associazione Cacciatori Trentini e da ISPRA. I file completi, riserva per riserva, sono nella pagina Accesso agli atti.
