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Parata nuziale di svassi maggiori al Lago di Levico. Foto Stefano Mayr
Iperico in fiore sui pascoli del Lagorai. Foto Stefania Dal Pra
Camoscio sulla neve in Valtrigona. Foto Walter Tomio

dati e analisi | caccia

Caccia: abbattimenti e popolazioni

Quasi 2,9 milioni di uccelli dichiarati abbattuti dal 1997 al 2024, le serie dei galliformi alpini, i censimenti di cervo, capriolo e camoscio dal 1971 e i piani di prelievo degli ultimi anni.

Perché questi dati sono qui

Per legge la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato, tutelata nell’interesse di tutti; la caccia è un’eccezione, un prelievo concesso entro limiti precisi. Verificare che quei limiti siano rispettati richiede dati, e in Trentino i dati sulla caccia sono in gran parte prodotti dagli stessi cacciatori, che svolgono i censimenti, dichiarano i capi abbattuti e li validano. Dal 2019 gli abbattimenti non vengono più pubblicati in modo sistematico e molte serie le abbiamo ottenute solo con l’accesso agli atti.

Li raccogliamo e li mettiamo a disposizione per tre ragioni:

  • Studio. Capire come cambiano nel tempo le popolazioni e il prelievo, specie per specie, con serie lunghe e confrontabili.
  • Controllo. Permettere a chiunque di verificare se la caccia mantiene ciò che promette: piani realizzati, popolazioni gestite, specie in declino risparmiate.
  • Opposizione. Sostenere con i numeri le nostre osservazioni ai calendari venatori e ai piani di prelievo, le richieste alle amministrazioni e, quando serve, i ricorsi contro le scelte che mettono a rischio specie e habitat.

Gli uccelli

  • Fra il 1997 e il 2024 in Trentino sono stati dichiarati abbattuti 2.878.705 uccelli.
  • Tre specie fanno i tre quarti del totale: merlo, tordo bottaccio e cesena (i numeri per specie sono del 1997-2021).
  • Il massimo è del 2004, con 173.358 capi; negli ultimi cinque anni della serie (2020-2024) la media è di circa 66.000 l’anno, contro i 122.000 dei primi cinque. Il 2024, con 48.318 capi, è l’anno più basso.
  • L’allodola, specie in forte declino in tutta Europa, è passata da 1.278 capi nel 2007 a 10 nel 2024. Moretta e moriglione sono sospesi dal 2020-2021, la tortora dal 2023.
Uccelli abbattuti in Trentino, anno per annoTotale dei capi dichiarati, tutte le specie cacciabili, 1997-2024

Fonte: Provincia autonoma di Trento, Servizio Faunistico: accesso agli atti del WWF (2023) per il 1997-2021, accesso agli atti della LIPU Trentino per il 2022-2024. Elaborazione WWF Trentino Alto Adige.

Le specie più cacciateCapi dichiarati abbattuti in Trentino, somma 1997-2021

Fonte: Provincia autonoma di Trento, Servizio Faunistico (accesso agli atti del WWF, 2023): capi dichiarati abbattuti per riserva di caccia. Elaborazione WWF Trentino Alto Adige.

I galliformi alpini

Pernice bianca, coturnice e fagiano di monte sono specie simbolo delle Alpi, legate ad ambienti che il cambiamento climatico sta restringendo. Gli abbattimenti dichiarati sono scesi molto: per il fagiano di monte da una media di 675 capi l’anno a fine anni Ottanta a 275 negli ultimi cinque anni della serie; per la coturnice da 275 a 16. La serie della pernice bianca che ci è stata fornita si ferma al 2009.

Galliformi alpini abbattuti in TrentinoCapi dichiarati per anno, 1988-2021. Le serie si interrompono dove il dato fornito finisce.

Fonte: Provincia autonoma di Trento, Servizio Faunistico (accesso agli atti del WWF, 2023): capi dichiarati abbattuti per riserva di caccia. Elaborazione WWF Trentino Alto Adige.

Cervo, capriolo e camoscio

  • Il cervo è passato da circa 250 capi nel 1971 a oltre 15.000 nel 2023; la stima del 2025 è di 12.400. Il camoscio da 5.500 a circa 30.000, il capriolo da 14.500 a circa 32.000.
  • I piani di prelievo, decisi sulla base dei censimenti, non vengono mai realizzati per intero: dal 2017 al 2025 i cacciatori hanno abbattuto fra il 78 e il 90% dei cervi assegnati e fra il 61 e il 68% dei caprioli. Nel 2025 sono stati abbattuti 3.440 cervi, 3.598 caprioli e 2.930 camosci.
  • Il muflone, specie non originaria delle Alpi immessa a scopo venatorio, è sceso da circa 1.500 capi nel 2018 a 390 nel 2025.
Cervi, caprioli e camosci in TrentinoConsistenze stimate dai censimenti, 1971-2025. I punti sono gli anni con un dato.

Fonti: Provincia autonoma di Trento, Servizio Foreste e Fauna (riepiloghi annuali e piani di prelievo); Associazione Cacciatori Trentini; ISPRA, Banca dati ungulati. Elaborazione WWF Trentino Alto Adige.

Quanta parte del piano di prelievo viene realizzataCapi abbattuti in percentuale di quelli assegnati dal piano, 2017-2025

Fonti: Provincia autonoma di Trento, Servizio Foreste e Fauna (riepiloghi annuali e piani di prelievo); Associazione Cacciatori Trentini; ISPRA, Banca dati ungulati. Elaborazione WWF Trentino Alto Adige.

Il cinghiale

Il cinghiale non ha un piano di prelievo: gli abbattimenti sono interventi di controllo. Per tutti gli anni Novanta sono stati una ventina l’anno; sono saliti oltre i 200 dal 2013 e hanno toccato il massimo nel 2020-2021, con circa mille capi, per poi scendere a 242 nel 2025.

Cinghiali abbattuti in controlloCapi rimossi per anno, 1990-2025: il cinghiale non ha un piano di prelievo, si abbatte in controllo

Fonti: Associazione Cacciatori Trentini; Provincia autonoma di Trento; stampa locale per gli anni recenti. Elaborazione WWF Trentino Alto Adige.

Chi caccia e dove

  • A fine 2025 i soci dell’Associazione Cacciatori Trentini erano 5.778 (5.987 i cacciatori praticanti), con un’età media di 55 anni; a metà degli anni Novanta erano oltre 7.400. Il territorio è diviso in 209 riserve comunali di caccia.
  • Gli appostamenti fissi (i capanni per gli ungulati e per la migratoria) si costruiscono con una semplice comunicazione al comune e nessuno li conta. Nel 2018-2019 WWF, LIPU, LAV e PAN-EPPAA li hanno chiesti ai comuni: dalle risposte, circa un terzo dei comuni, ne risultano 2.824 (1.609 per gli ungulati, 1.215 per la migratoria).

Come leggere questi numeri

Gli abbattimenti sono capi dichiarati dai cacciatori: dipendono dal numero di cacciatori, dai calendari e dai piani di prelievo, oltre che dall’abbondanza delle specie, e un loro calo non dice da solo come sta una popolazione. Le consistenze degli ungulati sono stime dei censimenti, svolti in gran parte dagli stessi cacciatori; fra un anno e l’altro possono cambiare anche i metodi. Gli uccelli fino al 2021 vengono dal nostro accesso agli atti, il 2022-2024 da quello della LIPU Trentino; ungulati e cinghiale dai riepiloghi della Provincia, dai bilanci dell’Associazione Cacciatori Trentini e da ISPRA. I file completi, riserva per riserva, sono nella pagina Accesso agli atti.