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Il centro visitatori dell'Oasi di Valtrigona. Foto Walter Tomio
Asini davanti alla malga in Valtrigona. Foto Walter Tomio
Rane temporarie sulla neve. Foto Walter Tomio

chi siamo | la nostra storia

La nostra storia

Nel 1968 il WWF compie i suoi primi passi in regione con due realtà: la delegazione WWF Trentino, prima sezione regionale del paese, dedicata con energia alla salvaguardia degli ultimi esemplari di orso bruno, e la sezione WWF Alto Adige-Bolzano.

In Trentino

La sezione trentina nasce attorno a Francesco Borzaga (Trento, 1934-2025). Laureato in giurisprudenza, insegnante di tedesco nelle scuole medie, si occupava di tutela del paesaggio fin dagli anni Cinquanta, accanto a figure come il geografo Ezio Mosna, Renzo Videsott e il botanico Franco Pedrotti. Dal 1963 al 1970 è segretario della sezione di Trento di Italia Nostra; nel 1968, due anni dopo la nascita del WWF Italia, partecipa alla fondazione della sezione regionale del WWF a Trento e ne resta presidente fino al 2010. Al suo fianco, fin dagli esordi, c’è Donatella Lenzi, conosciuta proprio in quei giorni e poi sua moglie, che per decenni raccoglie e ordina le carte dell’associazione. Il rapporto con Fulco Pratesi e Arturo Osio, presidente e segretario nazionali del WWF, rende più incisiva l’azione della delegazione trentina.

Le prime battaglie proseguono quelle già avviate con Italia Nostra, in difesa della Val di Genova e del Lago di Tovel, le valli dove sopravvivevano gli ultimi orsi bruni delle Alpi. In Val di Genova e in Alta Val di Sole la campagna contro lo sfruttamento idroelettrico, che avrebbe portato alla più grande centrale d’Europa, si chiude con la rinuncia dell’ENEL; la mostra fotografica “Genova, una valle nelle Alpi” gira per anni il Trentino e arriva fino a Bolzano. L’orso resta un filo continuo: dal premio “San Romedio” per la sua protezione (1975) al convegno “L’orso nelle Alpi” a Trento e a San Romedio (1986), fino al lavoro del Gruppo Fauna negli anni del progetto Life che ne ha avviato il ritorno.

Dagli anni Settanta l’associazione si oppone ai grandi progetti stradali, dall’autostrada della Valdastico (la vecchia Pi.Ru.Bi., seguita dal 1971 fino a oggi) al collegamento Rovereto-Riva del Garda, e all’eccesso di impianti di risalita sulle montagne trentine: fra gli altri Campiglio-Spinale, Passo dei Contrabbandieri, Alpe Lusia, Pinzolo-Campiglio (portato fino al Parlamento europeo) e Serodoli. Si batte per i parchi naturali dell’Adamello-Brenta e dello Stelvio, contro gli abbattimenti nel Parco nazionale e contro i calendari venatori, con ricorsi e con il referendum provinciale sulla caccia del 1984 e quello nazionale del 1990; difende i biotopi, a partire da Laghestel, le acque, il Monte Bondone e la piana delle Viote, e affronta le cave di porfido e quelle di tonalite in Val di Genova. Molte di queste vertenze passano dal TAR e dal Consiglio di Stato.

Altrettanto importante è il lavoro di divulgazione: mostre come “La caccia fotografica” (1978), “Imparare il futuro” (1982-1983), “Animali d’Europa in libertà” (1984) e quella sul Lagorai per l’istituzione di un parco naturale (1988), corsi di ornitologia, seminari di educazione ambientale, il Panda Club per i più giovani, i censimenti degli uccelli acquatici del Gruppo Fauna e, dal 1988, un notiziario regionale. Accanto alle campagne nazionali del WWF, dal gipeto al commercio delle specie protette, la sezione resta sempre ancorata ai temi del territorio, con incontri e dibattiti pubblici fra cittadini, amministratori e operatori economici.

Il 28 ottobre 1988 nasce la Fondazione Trentina per la Natura, che riunisce il WWF e altre associazioni ambientaliste e acquista terreni di valore naturalistico, fra cui alcune particelle a Levico (sciolta nel 2025, ha devoluto i suoi terreni alla Provincia). Negli anni Novanta, con i fondi raccolti anche grazie all’operazione “Beniamino”, il WWF acquista i primi 104 ettari di Valtrigona, nel Lagorai: l’Oasi viene inaugurata il 13 luglio 1997, raggiunge 234 ettari nel 1998, ha un primo piano di gestione nello stesso anno e vede il recupero delle malghe Valtrigona e Agnelezza fra il 2001 e il 2003. Oggi l’associazione custodisce anche l’Oasi di Inghiaie, sul Lago di Levico, la Valle dello Sporeggio e il Bosco Barucchelli, al quale nel 2023 si è aggiunto il Bosco Alfeo Pedrotti, donato al WWF dalla famiglia Pedrotti sulla sponda del lago.

La sede cambia più volte: negli anni Settanta in via Oriola 5, poi in via Belenzani 28 e, per buona parte degli anni Novanta, in via Malpaga 8; oggi è in via Fratelli Bronzetti 29. Nel 2017 Borzaga dona il suo archivio personale, 513 fascicoli che coprono oltre mezzo secolo di battaglie ambientali, all’Archivio provinciale di Trento, dove è consultabile (inventario del fondo).

In stretta collaborazione con gli attori della società civile locale, il WWF Trentino si dedica principalmente alla divulgazione dei temi ambientali e alla tutela delle rare aree di naturalità. Un gruppo di volontari determinati si oppone al progressivo degrado ambientale, avvalendosi di una vasta rete di segnalazioni e della propria esperienza nella valutazione dei progetti di “valorizzazione” a livello comunale e regionale, intervenendo anche per vie legali quando necessario.

In Alto Adige

La sezione WWF Alto Adige-Bolzano viene fondata dalla signora Antonietta “Nietta” Saltuari Dondio, pioniera dell’ambientalismo e del movimento vegetariano a Bolzano e punto di riferimento per le lotte civili in Alto Adige. La prima sede dell’associazione nasce proprio in casa sua. Storiche le sue campagne in difesa della fauna e dell’ambiente, quando la scelta “verde” era ancora un autentico credo. Nel primo direttivo la affianca un gruppo di volontari preparati e risoluti: il dott. Pierluigi Gaianigo, esperto di traffico e mobilità, poi presidente del WWF Bolzano prima di dedicarsi alla politica; il dott. Marco Mariani, per l’educazione e la scuola; il dott. Eugenio “Nenè” Menapace, esperto di salute e inquinamento; il dott. Ettore Sartori, esperto di ambiente e parchi; la signora Anna Schgraffl.

Nel 1972 arriva alla sede bolzanina il primo obiettore di coscienza, che presta servizio per 20 mesi. Negli anni successivi faranno lì il servizio civile tantissimi ragazzi fra i 20 e i 27 anni. Nel 1985 muove i primi passi da attivista e ornitologo Roberto Maistri, che diventerà presidente della sezione WWF Bolzano e per tre mandati consigliere regionale della delegazione.

L’attività dell’associazione in Alto Adige ha portato ad affrontare numerose questioni, in molti casi anche per vie legali: l’opposizione alla costruzione della MeBo, la superstrada Merano-Bolzano; l’opposizione alla variante di Castelfeder, con gli attivisti incatenati per protesta; la lunghissima vertenza contro l’ampliamento della pista dell’aeroporto di Bolzano, fra manifestazioni e referendum; le proteste per lo smembramento del Parco Nazionale dello Stelvio; la manifestazione ad Antersasc contro una strada che avrebbe abbattuto molti alberi; i ricorsi contro la caccia; le proteste e il referendum contro il centro commerciale Waltherpark; denunce e critiche sulla gestione dei parchi naturali e dei biotopi; le manifestazioni contro i pesticidi e tante altre.

Fra le azioni di cui i soci vanno più orgogliosi c’è la raccolta fondi per creare le Oasi di Valtrigona (Trentino), Monte Arcosu (Sardegna) e Bosco Rocconi (Toscana): con le offerte raccolte dall’operazione “Beniamino”, così chiamata perché a chi donava si offriva una pianta di ficus benjamin, i volontari WWF di Bolzano hanno contribuito a realizzarle.

Una sola delegazione regionale

Negli anni il WWF Italia ha cambiato più volte la propria organizzazione, e sul territorio regionale sono nate numerose sezioni locali, riunite nella delegazione WWF Trentino-Alto Adige: Bassa Valsugana e Tesino, Basso Sarca, Bolzano, Caldonazzo e Levico, Fiemme e Fassa, Folgaria, Giudicarie, Giudicarie Esteriori, Vigolana, Merano-Burgraviato, Piana Rotaliana, Vallagarina.

Dal 2010 a oggi

Nel 2010, dopo oltre quarant’anni, Francesco Borzaga lascia la presidenza a Osvaldo Negra. Nel 2015, con la riforma del WWF Italia, i soci trentini fondano un’associazione di volontariato autonoma, l’Associazione per il WWF Trentino, organizzazione aggregata del WWF Italia, con il proprio statuto approvato il 24 agosto 2015. Nel 2020 lo statuto viene adeguato alla riforma del Terzo Settore e nel 2022 l’associazione entra nel Registro unico nazionale (RUNTS).

Il 4 dicembre 2024 un’assemblea congiunta dei soci del WWF Trentino e del WWF Bolzano approva l’unione delle due realtà; il 20 novembre 2025 il nuovo statuto dà vita al WWF Trentino Alto Adige – Südtirol, con ambito regionale. Il 28 febbraio 2026, al Museo di Scienze Naturali di Bolzano, si tiene la prima assemblea elettiva dell’associazione unita. Francesco Borzaga è morto il 12 marzo 2025.

Presidenti, delegati e segretari

Una prima ricostruzione dagli archivi dell’associazione e dal fondo Borzaga; chi può completarla è il benvenuto.

WWF Trentino

  • 1968-2010 Francesco Borzaga, fondatore e presidente
  • 2010-2015 Osvaldo Negra, presidente; poi delegato regionale del WWF Italia fino al 2021
  • dal 2015 Aaron Iemma, presidente dell’Associazione per il WWF Trentino (rieletto nel 2020), dal 2025 WWF Trentino Alto Adige – Südtirol (rieletto nel 2026)

WWF Bolzano – Alto Adige

  • 1968 Antonietta “Nietta” Saltuari Dondio, fondatrice della sezione
  • dopo il 1968 Pierluigi Gaianigo, presidente
  • dal 1985 Roberto Maistri, attivista e poi presidente della sezione, per tre mandati consigliere regionale della delegazione

Delegati regionali del WWF Italia

  • fino al 2021 Osvaldo Negra
  • dal 2021 Karol Tabarelli de Fatis

Vicepresidenti e segretari

  • 2015 Stefania Travaglia, segretaria
  • 2020-2025 Stefania Dal Pra, segretaria regionale
  • fino al 2026 Karol Tabarelli de Fatis, vicepresidente
  • dal 2026 Osvaldo Negra, vicepresidente; Laura Petruccelli, segretaria

Oggi

Dal 2015 l’associazione è referente per il progetto di tutela e salvaguardia delle migrazioni degli anfibi, sviluppando un portale sovraregionale condiviso con altre realtà associative che coinvolge ogni anno decine di volontarie e volontari di ogni età. Parallelamente, la divulgazione naturalistica e l’adozione di strumenti per rendere più efficiente il lavoro dei volontari sono attività quotidiane. Dal 2021 il WWF Trentino riveste il ruolo di referente, all’interno del comitato di coordinamento e indirizzo, per il Parco Nazionale dello Stelvio – Settore Trentino.

Per far fronte alle numerose professionalità richieste dal lavoro quotidiano, l’associazione è sempre alla ricerca di volontari in grado di contribuire con competenze tecniche specifiche (ingegneria naturalistica, idrologia, conservazione, monitoraggio di specie, ripristino di habitat, valutazioni di incidenza, ecc.).

Cosa facciamo?

Gestiamo cinque Oasi fra Trentino e Alto Adige, coordiniamo il salvataggio degli anfibi con Save the Prince, lavoriamo per la coesistenza con orso e lupo, per gli impollinatori e contro l’abuso di fitofarmaci, e portiamo la natura nelle scuole. Trovi tutto nella sezione Progetti.

Perché è importante?

Le Alpi custodiscono una biodiversità straordinaria, ma consumo di suolo, agricoltura intensiva, traffico e crisi climatica la mettono sotto pressione. Servono dati, presenza sul territorio e una voce indipendente nei luoghi in cui si decide: è quello che proviamo a essere dal 1968.

Come supportarci

Puoi associarti, diventare attivista oppure fare una donazione. Ogni contributo resta qui, sul territorio.